Manifattura inglese, fine XIII secolo, Piviale di San Domenico

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Title

Manifattura inglese, fine XIII secolo, Piviale di San Domenico

Fototeca Volpe Item Type Metadata

Tipologia dell'oggetto

Localizzazione

Bologna, Museo Civico Medievale

Altre Localizzazioni

Bologna, San Domenico (fino al 1881)

Cronologia

Tra XIII e XIV secolo, ante 1304

Motivazione della cronologia

Bibliografia

Altre datazioni

Fine XIII secolo (Longhi 1950, Bignozzi Montefusco 1970);
Fine XIII/Inizio XIV secolo (King 1987);
Primo quarto del XIV secolo (Rizzi 2000);
1310-20 (English Medieval Embroidery 2016);
1315-1335 (King 1963);
Prima metà del XIV secolo (Christie 1938)

Autore

Manifattura inglese

Motivazione dell'attribuzione

Bibliografia

Materia e tecnica

Seta policroma su lino

Misure

149 x 326 cm

Commento storico-critico

Il piviale, detto di San Domenico dal nome della chiesa cittadina di provenienza, è una delle opere esemplari dell'opus anglicanum. Presenta una forma semicircolare ed è diviso in fasce ripartite da nicchie cuspidate con scene della vita di Cristo, della Vergine e del martirio di Thomas Becket; negli spicchi tra gli archi delle nicchie angeli a mezza figura suonano strumenti musicali. Alternate a queste  abbiamo altre due fasce con teste di apostoli e santi entro cornici a forma di stelle a otto punte intervallate da palmette. Il ricamo è eseguto con fili di seta colorata e filo ricoperto da lamina metallica, oggi quasi scomparsa. Il piviale manca dello stolone (il cappuccio) e anche del bordo inferiore.


Unico documento che si può riferire all'opera è un inventario del 1390 (Montefusco 1970) che riferisce il piviale a papa Benedetto, identificato dagli studiosi come Benedetto XI (1303-1304) anche se l'identificazione è dibattuta. La vicenda critica del piviale è divisiva; a una datazione al pieno Trecento da parte degli studiosi inglesi specialisti di opus anglicanum, si contrappone quella, soprattuttto italiana in cui l'opera è analizzata da un punto di vista storico-artistico, al tardo Duecento.

Il piviale divenne noto a livello internazionale a seguito della prima esposizione permanente del Museo Civico di Bologna, nella Guida del Museo, pubblicata nel 1882, l'opera è datata da Luigi Frati al XIV secolo (1882). Questa datazione trova concordi gli studiosi inglesi a partire dalla Grace Christie, maggiore conoscitrice del ricamo medievale inglese, che data il piviale all'inizio del Trecento (Christie 1938, Evans 1949, Rickert 1954) e trova il ricamo dei volti piuttosto grossolano e l'opera in generale piuttosto modesta. Roberto Longhi (1934-35, 1950) riconosce la mano di un miniatore nei disegni preparatori e data l'opera alla fine del XIII, in tempo per influenzare con le sue modularità la produzione gotica locale. All'opinione autorevole di Longhi si appoggia Francesca Bignozzi Montefusco (1970) che ipotizza che il Piviale potesse essere stato un dono di papa Benedetto XI ai suoi confratelli della Chiesa madre di Bologna e quindi databile negli anni novanta del Duecento nell'ambito del periodo del ricamo inglese che va sotto il nome di Court Style. Si evidenzia qui il nodo cruciale del dibattito critico che punta di volta in volta da un lato sull'esecuzione e dall'altro sul progetto. Donald King (1963) trovando molti collegamenti con il Piviale di Pienza si rifà alla stessa datazione, 1315-35. Cambia però opinione nel 1987, nella mostra The Age of Chivalry, riportando una datazione tra la fine del XIII e l'inizio del XIV secolo, uniformandosi alla Montefusco e trovando dei parallelismi nel retablo di Westminister e nella miniatura inglese di quegli anni, così come già aveva messo in luce la Montefusco. Più recententemente il piviale è stato esposto in alcune mostre con varie datazioni che si accompagnavano ad altrettanto varie preferenze per papa Benedetto XI o Benedetto XII. Alessandra Rizzi (2000) lascia aperta la possibilità che il papa citato fosse Benedetto XII e data il piviale al primo quarto del XIV secolo. Nell'ultima più importante mostra sull'opus anglicanum, English Medieval Embroidery (2016) nonostante le varie opinioni degli studiosi, i curatori hanno scelto nel catalogo di datarlo al 1310-20, così che la datazione si possa riferire sia a Benedetto XI che a Benedetto XII. Ad oggi, grazie alla preziosa monografia che è stata recentemente dedicata al piviale, Massimo Medica (2022) prende come ante quem la conclusione del papato di Benedetto XI nel 1304.

Bibliografia

L. Frati, Guida al Museo Civico di Bologna, Regia tipografia, Bologna 1882, p. 65;

L. De Farcy, La broderie du XI siecle jusq'à nos jours, Bellhomme, Angers 1890, p. 125;

A. Venturi, Storia dell'Arte Italiana, vol. V, Hoepli, Milano 1907, p. 1054;

L. Sighinolfi, Il piviale di Innocenzo IV nel Museo Civico di Bologna, in "Il Resto del Carlino", 11 novembre 1911, p. 3;

R.Longhi, La pittura del Trecento nell'Italia settentrionale, (corso universitario, a.a. 1934-35) Bologna, 1934-35; ora in Lavori in Valpadana, VI, Sansoni, Firenze, 1973, pp.17-18, 21, 30;

A.G. Christie, English Medieval Embroidery, Clarendon Press, Oxford 1938, pp. 159-161, n.86; 

J. Evans, English art (1307-1461), Clarendon Press, Oxford 1949, pp. 18-19;

M. Rickert, Paint in Britain: The Middle Age, Penguin books, Londra 1954, p.152;

R. Longhi, Prefazione alla Mostra della pittura bolognese del Trecento, Pol. Bodoniana, Bologna 1950, p. 12; ora in Lavori in Valpadana, in Opere complete di Roberto Longhi, VI, Sansoni, Firenze 1973, pp. 155-187;

D. King, in Opus Anglicanum: English medieval embroidery, catalogo della mostra (The Victoria and Albert Museum, 26 settembre-24 novembre 1963), The Arts Council, Londra, 1963, p. 30, n.53;

C. Volpe, La Pittura Riminese del Trecento, M. Spagnol, Milano 1965, p. 11, pp. 56-57 nota 9, fig. 322;

F. Bignozzi Montefusco, Il piviale di San Domenico, Casa Editrice Patron, Bologna 1970;

A. Mazza, Introduzione al Museo Civico Medievale, Palazzo Ghisilardi-Fava, (a cura di C.De Angelis, G.C. Cavalli), Comune di Bologna, Bologna 1985, p. 40;

D. King, Embroidery and Textiles, in Age of Chivarly: art in Plantagenet England 1200-1400, Royal Academy of Arts, Londra, 1987, pp. 157-161, p. 456 n.576; 

C. Bussolari, Il piviale di San Domenico, una proposta di lettura, in "Arte a Bologna", 1993, pp. 93-104;

A. Rizzi, in Duecento. Forme e colori del Medioevo a Bologna, a cura di M. Medica, catalogo della mostra (Bologna, Museo Civico Archeologico, 15 aprile-16 luglio 2000), Marsilio, Venezia 2000, pp. 185-188, n.127; 

D. Benati, La città sacra. Pittura murale e su tavola nel Duecento bolognese, in Duecento. Forme e colori del Medioevo a Bologna, a cura di M. Medica, catalogo della mostra (Bologna, Museo Civico Archeologico, 15 aprile-16 luglio 2000), Marsilio, Venezia 2000, pp. 87-107: p. 96; 

English Medieval Embroidery, Opus Anglicanum, a cura di C. Browne, G. Davis, M.A. Michael, catalogo della mostra (1 ottobre 2016 - 5 febbraio 2017), Victoria and Albert Museum, 2016, pp. 176-177, n.38;

M. Medica, A King's Gift to a Popoe: Benedict XI and the Bologna Cope, in The Bologna Cope: patronage, iconography, history and conservation, a cura di 
M.A. Michael, J. Bridgeman, Harvey Miller, Turnhout, 2022.

M.A. Michael, J. Bridgeman (a cura di), The Bologna Cope: patronage, iconography, history and conservation, Harvey Miller, Turnhout, 2022.


Ente schedatore

Laboratorio 2024

Compilatori

Margot Bellini, Giada Compagnoni

Responsabili

Gianluca del Monaco

Files

Citation

“Manifattura inglese, fine XIII secolo, Piviale di San Domenico,” La fototeca di Carlo Volpe: l'officina del conoscitore, accessed February 9, 2026, https://laboratorio2024.omeka.net/items/show/11.